Ce train est soulement dans ma tête September 22, 2009
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E anche l’ultimo treno e’ perso.
Un treno carico di gioie, calore, speranze.
Neanche riesco a salutare quell’immagine che si allontana, tanto sono rimasto frastornato.
E rimango li’, sulla banchina, attonito.
Perche’ quello e’ un treno che non passera’ piu’ e non c’e’ tempo per imparare a prenderne un altro.
Cosi’ il volgere degli eventi e’ ormai segnato e non resta che cercare una panchina ed attendere che arrivi la sera per godersi almeno il tramonto.
Perche’ la notte sara’ troppo fredda per resistere e non e’ contemplato riuscire a vedere un altro giorno.
Da ” Vive le clochard!” di Jeanne Tor – Cap.3 “Ce train est soulement dans ma tête”
Leghismo=Poverta’ May 15, 2009
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Quando movimenti come il Leghismo e la xenofobia prendono piede e si da potere a gente come Cota (immatura, deviata mentalmente in maniera patologica), la miseria e’ dietro a venire.
Ed infatti la recessione ne e’ un sintomo.
Ma la vera poverta’ e’ nelle menti.
Se non si e’ piu’ in grado di capire ed accettare i cambiamenti (inevitabili in tutto l’universo e costantemente presenti), la poverta’ e la fame avanzeranno assieme a forme di violenza gratuite espressione di menti regredite.
Questa regressione puo’ portare solo a una riduzione della ricchezza, in quanto che non si riesce piu’ a mantenere lo standard economico raggiunto fino a quel punto (perche’ i nostri cervelli non sono in grado di replicare le formule virtuose che hanno dato determinate forme di sviluppo).
England Vs. Canada February 28, 2009
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….
Complessivamente, mi sto trovando bene e la prima impressione e’
quella che conta. La vita e’ molto piu’ all’Europea (anche se qui
hanno sempre alcune cose per conto loro che mi stanno un po’ sul
cazzo). Questo e’ un paese comunque avanzato (nel bene e nel male),
con infrastrutture, telefonini efficiienti, trasporti che funzionano
bene, un sistema sociale decente. La gente e’ diversa da noi, pero’
non la sento anni luce lontana come in Canada. Almeno per quanto ho
capito, gli Inglesi sanno essere piu’ stronzi a volte, pero’ in genere
meno falsi dei canadesi e senza quel sorriso forzato stampato in
faccia. Inoltre, niente “How are you”, “You’re welcome” “Ehy buddy” e
cagate varie. Non si tirano indietro a fare battute, dirti una cosa in
faccia o anche fare a pugni. Dal punto di vista pratico, rispetto a
prima posso finalmente uscire a piedi a febbraio senza rimanere
congelato, andare a lavoro in 4 minuti di treno,avere 25 giorni di
ferie (piu’ le chiusure), avere orari flessibili e guadagnare ferie
aggiuntive. Posso avere colleghi internazionali si, ma inglesi,
italiani, francesi, spagnoli, e magari uno o due cinesi (o indiani) in
cerca di avventura, ma non (con tutto il rispetto) canadesi, cinesi
sfuggiti al comunismo o iraniani ricercati dalla repubblica islamica.
Nonostante questa sia una normalmente definita una nazione “expensive”
- anche se poi sarebbe da fare i conti per bene – riesco a controllare
le mie spese di gran lunga. Ho questa sensazione: pago OK, ma in
genere il servizio e’ decente. Non ho l’impressione di essere sempre
fregato. Non ho bisogno di fare decine (o centinaia) di chilometri in
macchina al giorno, non devo pagare 60 dollari (minimo) di cellulare
al mese, non ho bisogno di tenere i riscaldamenti o l’aria
condizionata a palla, non pago 450 dollari al mese di spese
condominiali e di affitto pago molto meno di quanto pagavo prima a
Toronto tra mutuo e spese varie (e ho pure una casa grande).
Finalmente posso bermi una birra sul treno, o davanti alla porta di
casa, o addirittura a lavoro. E una birra che non sia la Canadian o la
Organic Lager. Posso andarmene in un’ora e mezza a Londra, o
tornarmene a casetta in Italia in poco di piu’.
Certo devo dire che alcune cose di Toronto (ma non del Canada in se’)
mi mancano: qui non c’e’ l’internazionalismo di Toronto, con tutte le
conseguenze. Non posso farmi la gran cerchia di amici internazionali
come a Toronto, questa e’ forse la cosa che rimpiango di piu’. Non
posso andare a mangiare il sushi un giorno, dal portoghese un altro
giorno, da Messini il Sabato e da Terroni la domenica, ma pazienza.
Qui non posso permettermi il condo con piscina e palestra, peccato. Ma
sopravvivero’.
Insomma questa e’ fino ad ora l’Inghilterra. Non so ancora quanto
restero’ qui, ma posso dire che e’ un posto dove potrei rimanere a
lungo e vivere serenamente. Sicuramente non impazziro’ come mi stava
capitando a Cambridge (Ontario ovviamente), o non dovro’ fare artifici
(bellissimi, ma pur sempre contro natura) come a Toronto.
Credo che voi mi capiate.
A presto allora.
Caro Terasso, February 28, 2009
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Vedere questo video da dopo i primi 50 secondi
Caro Terasso,
ho seguito con estremo piacere ed interesse la trasmissione che ha fatto giovedi’ sera su TeleFriuli. La devo proprio ringraziare perche’ riesce (credo davvero con pochi mezzi) a fare trasmissioni di un certo spessore.
Volevo pero’ anche farle delle critiche oltre che dei complimenti.
Riguardo la trasmissione di RaiTre non mi trovo assolutamente daccordo con voi. I servizi di “Presa Diretta” io li ho apprezzati, perche’ reali. Si parla tanto di crisi ma cosa vuole dire veramente? I servizi proposti aiutano a capire meglio la situazione anche se non sono mai una fotografia della realta’ nella sua interezza, ma piuttosto ne rappresentano magari solo il 10%, con servizi messi in una sequenza tale che serve a scioccare (siamo d’accordo che non va sempre bene, pero’ almeno si tocca appieno cosa succede ad una azienda nel momento piu’ duro).
Bisogna permettere di trasmettere anche questo con il servizio pubblico, altrimenti si torna al Minculpop. Tra l’altro mi consenta di dire che queste crisi economico-finanziarie nascono anche da queste fonti informative molto edulcorate che danno i punti di vista col bilancino e con l’influenza di chi non vuole far sapere come stanno le cose, perche’ ci deve guadagnare.
Poi visto che la trasmissione parla del “Modello Friuli” analizzerei la nostra reazione di friulani rispetto ai veneti, che tra l’altro sono stati anche loro rappresentati nella trasmissione col settore del tessile in crisi: non ho visto trasmissioni di protesta ne’ tantomeno di discussione.
Quindi la mia analisi e’ questa: noi friulani abbiamo sempre questo senso di vergogna, quando gli altri, invece, se ne fregano altamente; dovremmo riuscire ad essere piu’ liberi, specialmente per affrontare il mondo esterno. Per raggiungere la perfezione che vorremmo, tanti errori devono essere fatti e se anche gli altri lo vengono a sapere, che problema c’e'? Dovremmo concentrare i nostri sforzi sul capire e analizzare gli errori (che ci sono, se le aziende chiudono), invece di cercare di cancellarli o di nasconderli agli altri. Approfondirli perche alle volte si scopre che poi, magari, non si avevano tutti gli strumenti per affrontare il cambiamento incombente e per trovarsi pronti la prossima volta, sviluppando nuovi strumenti di controllo e gestione aziendale, che mettano in posizione di vantaggio competitivo il sistema produttivo.
Dall’altra, questa levata di scudi svela che il Friuli ancora c’e’ ed ha voglia di lottare ed e’ secondo me l’unico punto di partenza utile da cui riniziare. Propagandare fiducia, mi sembra, lascia il tempo che trova.
Purtroppo, nel guardarci l’ombellico, abbiamo perso le parole di Della Valentina: “la crisi finira’, non sappiamo quando, ma finira’, il punto e’ che il mondo sara’ cambiato e avra’ un altro modello produttivo ed economico e chi lo capira’ sara’ in una posizione di vantaggio”.
Usiamo, quindi, le nostre energie per capire il nuovo modello economico sul quale innestare ricerca ed innovazione che da sempre hanno dato il valore aggiunto e redditivita’ alle produzioni, invece di preoccuparci di cosa potrebbero pensare gli altri.
Un caro saluto.
Caro Pino December 13, 2008
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Caro Pino,
sai, il discorso sulla mediocrita’ che abbiamo fatto mi rendo conto che per un fatto meramente sociale e’ universale (e non tanto perche’ lo abbiamo trattato noi).
la sicurezza, poi, ti permette di vivere ma in realta’ ti uccide l’anima e l’entusiasmo. Si dovrebbe riuscire a trovare il giusto punto tra capacita’ personali e obbiettivi.
In parole povere (roughly speaking), ognuno di noi ha un livello di sopportazione dell’incertezza e del dolore e deve rapportarlo ai desideri che ha nella vita.
In pratica, un bel casino, che si accuisce nei periodi di crisi economica ;-D
ciao e un bel Mandi
andrea
da Pino December 13, 2008
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Ciao Andrea, bella questa lettera. Ti rendi conto che sei poeta? Mi riferisco all’anima sensibile che c’hai, nostalgica e presa dal tempo che scappa, dico sul serio.
Ma comunque si’ e’ partito. Trascorrera’ 2 mesi in Italia (perche’ non vi beccate?), poi andra’ in Inghilterra. E’ stato davvero grande Fabrizio. Nonostante che sia molto in gamba, accetta tutti, anche quelli che lo sono molto di meno.
Che bello frequentare quei posti storici, tipo i bar dove andava anche Joyce, beato te. Sai come la definisco io Toronto? “La New York dei mediocri.” (Avevi ragione tu quel giorno della passeggiata sul Boardwalk!)
Comunque anch’io mi sento molto invecchiato, mancano anche a me l’entusiamo e l’energia di una volta. Piu’ che altro penso alla sicurezza, al fuggire i disaggi e le disgrazie. E per questo che non voglio nemmeno sposarmi. Che tristezza!
Caro Leonardo December 6, 2008
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Caro Leonardo,
osservo la tua vita ricordando la mia molti anni fa.
Nei tuoi comportamenti sei dissoluto e superficiale, come succede a molti figli di benestanti, come e’ successo a me anche se in forma diversa.
Sei violento ed irriverente e poi torni dal nonno che ti paga l’abbonamento della TV satellitare, dicendogli che ti identifichi nei suoi principi della Resistenza.
Sei gia’ vecchio nei tuoi comportamenti, a poco piu’ di 20 anni. Di idee per migliorare le cose non ce ne sono e, giustamente, usi la tua frizzante intelligenza per sfruttare al meglio e mantenere il piu’ a lungo possibile, la tua condizione di privilegio.
Non mi piaci ma non posso dire che ti disprezzo, perche’ sei solo un elemento di questa societa’ ed il suo specchio.
Chissa’ pero’ se il tuo fegato, si spappolera’ prima, del tuo cervello…
Un saluto
Andrea
Un problema della nostra societa’ November 22, 2008
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Un problema della nostra societa’ e’ quello di non dire o poter dire niente. Non si esprimono emozioni, idee, sentimenti nei luoghi deputati agli incontri formali.
Mi trovo ogni giorno con gente che fa discorsi superficiali, privi di contenuti e di imbarazzi, asettici.
Mi stupisco alle volte anche della capacita’ di tutti i soggetti ad essere riusciti a sviluppare questa capacita’ di sopravvivenza.
Il problema nasce, se, i soggetti non hanno altri incontri che non siano formali.
La societa’ e’ ormai cosi’ legata al lavoro che e’ difficile (non impossibile) avere spazi che non siano formali.
E la gente poi sta male.
Ed ora si inizia a scavare November 15, 2008
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Ho l’impressione che nella attuale crisi economico-finanziaria sia arrivato il momento in cui si inizia a scavare. Non vedo limite al peggio, specialmente se i finanziamenti ed i sostegni sono dati a chi la crisi l’ha creata. Ora si parla di una crisi che e’ seconda solo al dopoguerra, per quanto riguarda l’Italia. Ricordo ai primi barlumi di questa crisi che tutti dicevano tranquilli, dobbiamo solo far riprendere i consumi.
Scavate gente, scavate ed impoveriamoci.
A meno che non si torni a coltivare l’orticello, per chi ce l’ha…
“…e torno alla casa del padre…”
Sia Chiaro… November 14, 2008
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…che io piango non solo Eluana Englaro che e’ morta ormai 16 anni fa a seguito di un incidente, ma Rosario Leonardi, 60 anni, operaio, caduto da una scala; Omar Valentini, 29 anni, ucciso da un cavo, Genci Binozzi, albanese di 34 anni, ucciso da un peso; Mauro Sorgo, 43 anni, rimasto schiacciato da una porta stagna della sala motori della nave su cui lavorava, etc. etc.