Ce train est soulement dans ma tête September 22, 2009
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E anche l’ultimo treno e’ perso.
Un treno carico di gioie, calore, speranze.
Neanche riesco a salutare quell’immagine che si allontana, tanto sono rimasto frastornato.
E rimango li’, sulla banchina, attonito.
Perche’ quello e’ un treno che non passera’ piu’ e non c’e’ tempo per imparare a prenderne un altro.
Cosi’ il volgere degli eventi e’ ormai segnato e non resta che cercare una panchina ed attendere che arrivi la sera per godersi almeno il tramonto.
Perche’ la notte sara’ troppo fredda per resistere e non e’ contemplato riuscire a vedere un altro giorno.
Da ” Vive le clochard!” di Jeanne Tor – Cap.3 “Ce train est soulement dans ma tête”
MA TU… September 18, 2009
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Chissa’ a cosa serve
cercare d’esser migliori
se poi bisogna morire.
Ma tu non ci provare,
ti potresti fare male
se non ci dovessi riuscire.
Ho un vuoto dentro,
ho bisogno d’amare
ti devo pensare.
Ma tu non ci star male,
se per te non e’ uguale
se lo dovessi capire.
E intanto il tempo passa,
con troppe domande
che non trovan risposta.
Ma tu non ci pensare
potresti farti del male
se poi ci dovessi soffrire.
Italia Vs Canada May 15, 2009
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Vediamo se riesco a esprimere i concetti che ho nella testa.
1- In primo luogo, un Italiano, di base, sta bene in Italia ed un canadese sta bene in Canada. Cio’ succede perche’ il nostro cervello si adatta e cresce nei posti dove si passa l’infanzia (imprinting). E’ un fatto biologico. Dopo una certa eta’ il cervello fa difficolta’ ad adattarsi a nuovi posti ed a diversi stili di vita (un esempio lampante e’ che se uno non impara una lingua straniera da giovane poi non l’impara piu’ bene). C’e’ comunque una certa variabilita’ biologica (cioe’ alcuni hanno dei periodi di crescita allungata, capacita’ di adattamento superiori, esigenze sociali differenti, punti cruciali dell’esistenza basati su fattori differenti: ad alcuni importa il danaro, ad altri la realizzazione famigliare, ad altri ancora la carriera, ad altri vivere in un posto di citta’ ed ad altri in campagna e cosi’ via).
2- Negli ostelli di Toronto ho conosciuto un mucchio di gente che veniva dall’UK che si voleva trasferire, e’ un indice del fatto che loro potrebbero guadagnarci dall’essere in Canada anche se e’ difficile anche per loro.
3- Tanti canadesi provano anche a vivere in Italia, ma molti mollano perche’ adattarsi e’ difficile, visto anche il tipo di vita che sono abituati a fare in Canada: orari di lavoro ridotti, vita economica (cheaper), grandi spazi, posti di lavoro riservati ai canadesi, brain washing mediatico nord americano ecc.
4- Tanti tedeschi, con un alto grado scolare vengono a vivere in Italia, per scelta, e non perche’ costretti dall’esigenza di trovare un lavoro.
5- Questi ragazzi italiani mediamente capaci, simpatici, intelligenti, ci provano in Canada come ci potrebbero provare in un qualsiasi altro posto perche’ non vogliono vivere di stenti in Italia. Perche’ effettivamente sono sopra la media della popolazione ma non abbastanza scaltri o dotati per fare una vita che li possa rendere felici e non annoiati viste le possibilita’ di lavoro esistenti (ovunque). La possibilita’ in Italia, nella massima aspirazione, e’ fare un lavoretto che forse ti permette di comprarti la casa con un mutuo di 30 anni e la massima scelta che tu possa fare e’ quella del colore della macchinetta che ti comprerai a rate. E’ chiaro che quando arrivi in Canada, che ti hanno presentato come il paese dei balocchi, quando ti accorgi di poter fare una vita come quella che facevi prima o anche peggiore (vista la crisi economica che c’e’ e l’immobilismo intellettivo che ha attanagliato gli ultimi 20 anni il nord america) prendi armi e bagagli e te ne vai via.
6- Poi c’e’ da considerare il fattore C. Ad alcuni va bene ed ad alcuni va male, sia in posti considerati di merda, che in posti considerati eccezionali. Certo molto e’ legato alle caratteristiche personali, dove se uno ha la caratteristica giusta, puo’ riuscire a sfondare (e stare bene) in paesi dove la media della popolazione, magari, neanche ha da mangiare. Ed ad un altro, nel paese piu’ ricco del mondo, tocca spalare la merda per sopravvivere. In questo non ci sono leggi fisiche che tengano, ci sono troppe variabili in atto.
7- Il nord Europa ha un clima che fa davvero schifo, e’ peggiore di quello del Canada (certo la Baviera e’ meglio delle isole Lofoten), pero’ a uno che non interessa puo’ andare bene, ma io ricordo di aver incontrato in Germania tanti Italiani che non vedevano l’ora di potersi ritirare per vivere definitivamente in Italia, come qualcuno (pochi) che poi e’ rimasto a vivere per sempre la’. Ad esempio in Francia sono rimasti a vivere molti piu’ Italiani, come poi sono rimasti a vivere in Canada. Ricordo poi il razzismo nei confronti degli Italiani da parte dei tedeschi, ho tre esperienze vissute sulla mia pelle, una davvero brutta e una piuttosto grottesca. Almeno in Canada nessuno ti tratta male perche’ Italiano, anzi, sei anche ben visto.
8- Gli italiani che sono rimasti a vivere in Canada ci sono rimasti principalmente per 2 ragioni (qui Pino potra’ smentirmi se lo ritiene giusto visto che ne sa piu’ di me): 1- dopo tanti anni di vita ci si sono abituati, magari perche’ hanno fatto dei figli e hanno I nipoti e per alcuni il ricordo e’ ricordo di miseria 2- l’Italia che ricordano non gli appartiene piu’, perche’ e’ cambiata radicalmente e non ci si riconcoscono. So’ di Italiani (meglio di friulani) che sono rientrati per varie ragioni, ma la maggior parte sono rimasti. Luisa sembra che stia meglio in Canada che in Italia, perche’ non avrebbe nessun tipo di futuro nonostante i suoi studi. Voi non credo abbiate idea di cosa voglia dire lavorare nelle fabbriche della campagna friulano-veneta, anche se per un lavoro d’ufficio. Vuole dire vedere per 20 anni le stesse persone, fare sempre le stesse cose, parlare ogni giorno di cosa ha fatto l’Udinese, sentire discorsi razzisti ed ignoranti. A quel punto e’ meglio vivere con un disperato del terzo mondo che magari ti insegna anche qualcosa della sua terra e non vivi in un monoblocco culturale, che e’ protettivo, ma al tempo stesso ti stritola.
9- I disperati del Terzo mondo e’ chiaro che ci si trovano bene in Canada, anche se c’e’ crisi economica e se vengono sfruttati come bestie (anche dagli italiani di seconda e terza generazione). I paesi da dove vengono gli danno solo fame e violenza. Con la stessa fatica che impiegherebbero in una piantagione di cotone, in Canada gli viene dato vitto, alloggio, sanita’ e la possibilita’ di fare studiare i figli e magari di mantenere con pochissimi risparmi mensili, una famiglia intera nelle terre di origine.
10- Forse i veri disperati siamo noi (non abbiatene a male!). Me ne sono reso conto ben presto dopo essere rientrato in Italia. Io stavo male in Friuli non perche’ il Friuli fa schifo, stavo male a Toronto non perche’ Toronto fa schifo, ma fondamentalmente perche’ sono un disadattato ovunque io sia. Perche’ cerco cose che non esistono, perche’ credo mi debbano spettare dei privilegi e per ottenerli non voglio nemmeno sporcarmi le mani. Perche’ non riesco ad accontentarmi della limitatezza della vita.
Certo, il Canada non e’ il paradiso, come non lo e’ l’Italia. Il fatto sta nel trovare l’equilibrio tra quello che sono le nostre esigenze innate (genetiche; ad es se uno non riesce a stare a -30 e’ meglio che in canada non ci rimanga), acquisite e sociali (se si e’ abituati il fine settimana ad andare in montagna e mangiare funghi, andare in Libia non credo sia la scelta giusta).
Ciao ciao.
Andre’
Leghismo=Poverta’ May 15, 2009
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Quando movimenti come il Leghismo e la xenofobia prendono piede e si da potere a gente come Cota (immatura, deviata mentalmente in maniera patologica), la miseria e’ dietro a venire.
Ed infatti la recessione ne e’ un sintomo.
Ma la vera poverta’ e’ nelle menti.
Se non si e’ piu’ in grado di capire ed accettare i cambiamenti (inevitabili in tutto l’universo e costantemente presenti), la poverta’ e la fame avanzeranno assieme a forme di violenza gratuite espressione di menti regredite.
Questa regressione puo’ portare solo a una riduzione della ricchezza, in quanto che non si riesce piu’ a mantenere lo standard economico raggiunto fino a quel punto (perche’ i nostri cervelli non sono in grado di replicare le formule virtuose che hanno dato determinate forme di sviluppo).
Il ragazzo del 2000 March 27, 2009
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Quel ragazzo e’ quasi gia’ morto dentro. Non e’ neanche piu’ un ragazzo dopo quasi vent’anni.
Vittima dell’illusione collettiva che ha assorbito per anni ed anni. Un’ illusione che gli hanno propinato anche perche’ non costava niente. Anche perche’ in quegli anni gli sfruttati erano altri. Sembrava tutto cosi’ luminoso, un futuro radioso anche se effettivamente era senza immagini, senza struttura, senza un’idea.
E quella bicicletta che lui pedalava lungo quegli stradoni del nuovo paese-dormitorio, e’ oramai gettata. Quei campi ricchi di natura e profumi ma che presto sarebbero scomparsi dalla sua realta’, per la velocita’ dei cambiamenti.
E adesso non ha piu’ senso guardare indietro, per cercare di ritrovare quelle emozioni, guardare avanti fa troppo male, perche’ non c’e’ piu’ quella speranza ed allora rimaniamo a guardare per terra, contando i passi che facciamo per non dover davvero pensare.
Caro Terasso, February 28, 2009
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Vedere questo video da dopo i primi 50 secondi
Caro Terasso,
ho seguito con estremo piacere ed interesse la trasmissione che ha fatto giovedi’ sera su TeleFriuli. La devo proprio ringraziare perche’ riesce (credo davvero con pochi mezzi) a fare trasmissioni di un certo spessore.
Volevo pero’ anche farle delle critiche oltre che dei complimenti.
Riguardo la trasmissione di RaiTre non mi trovo assolutamente daccordo con voi. I servizi di “Presa Diretta” io li ho apprezzati, perche’ reali. Si parla tanto di crisi ma cosa vuole dire veramente? I servizi proposti aiutano a capire meglio la situazione anche se non sono mai una fotografia della realta’ nella sua interezza, ma piuttosto ne rappresentano magari solo il 10%, con servizi messi in una sequenza tale che serve a scioccare (siamo d’accordo che non va sempre bene, pero’ almeno si tocca appieno cosa succede ad una azienda nel momento piu’ duro).
Bisogna permettere di trasmettere anche questo con il servizio pubblico, altrimenti si torna al Minculpop. Tra l’altro mi consenta di dire che queste crisi economico-finanziarie nascono anche da queste fonti informative molto edulcorate che danno i punti di vista col bilancino e con l’influenza di chi non vuole far sapere come stanno le cose, perche’ ci deve guadagnare.
Poi visto che la trasmissione parla del “Modello Friuli” analizzerei la nostra reazione di friulani rispetto ai veneti, che tra l’altro sono stati anche loro rappresentati nella trasmissione col settore del tessile in crisi: non ho visto trasmissioni di protesta ne’ tantomeno di discussione.
Quindi la mia analisi e’ questa: noi friulani abbiamo sempre questo senso di vergogna, quando gli altri, invece, se ne fregano altamente; dovremmo riuscire ad essere piu’ liberi, specialmente per affrontare il mondo esterno. Per raggiungere la perfezione che vorremmo, tanti errori devono essere fatti e se anche gli altri lo vengono a sapere, che problema c’e'? Dovremmo concentrare i nostri sforzi sul capire e analizzare gli errori (che ci sono, se le aziende chiudono), invece di cercare di cancellarli o di nasconderli agli altri. Approfondirli perche alle volte si scopre che poi, magari, non si avevano tutti gli strumenti per affrontare il cambiamento incombente e per trovarsi pronti la prossima volta, sviluppando nuovi strumenti di controllo e gestione aziendale, che mettano in posizione di vantaggio competitivo il sistema produttivo.
Dall’altra, questa levata di scudi svela che il Friuli ancora c’e’ ed ha voglia di lottare ed e’ secondo me l’unico punto di partenza utile da cui riniziare. Propagandare fiducia, mi sembra, lascia il tempo che trova.
Purtroppo, nel guardarci l’ombellico, abbiamo perso le parole di Della Valentina: “la crisi finira’, non sappiamo quando, ma finira’, il punto e’ che il mondo sara’ cambiato e avra’ un altro modello produttivo ed economico e chi lo capira’ sara’ in una posizione di vantaggio”.
Usiamo, quindi, le nostre energie per capire il nuovo modello economico sul quale innestare ricerca ed innovazione che da sempre hanno dato il valore aggiunto e redditivita’ alle produzioni, invece di preoccuparci di cosa potrebbero pensare gli altri.
Un caro saluto.
Caro Professore, February 28, 2009
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Carissimo Professore,
le scrivo solo ora perche’ l’altra settimana ho finalmente concluso il mio esame di Inglese, che cosi’ mi consente di avere completato la domanda per il Master.
Purtroppo, non me lo concederanno, vista la struttura organizzativa ed il mio background culturale. Qua vorrebbero che facessi un Undergraduate Program in Neuroscienze di 4 anni e io non ci penso nemmeno, visto i costi proibitivi (comunque qua e’ normale fare debiti per studiare), ma anche per la bassissima qualita’ della vita del nord America, soprattutto con la crisi economica entrante.
Mi dispiace per il tempo che le ho fatto perdere, ma per mia fortuna ho trovato la possibilita’ di fare una Laurea Specialistica in Neuroscienze a Trieste, che magari mi consentira’ di riniziare qualche attivita’ economica in Friuli, dove ho ancora parecchi contatti.
Adesso, il rientro sara’ difficilissimo per me, in quanto che ho finito i soldi, non avendo trovato un lavoro adeguato (sarebbe da parlare a lungo di questo) e oramai con il mio stile di vita internazionale e poliedrico, la vita friulana risultera’ troppo soffocante (se si considera che lo era gia’ prima).
Gli aspetti positivi comunque sono numerevoli: ho imparato a parlare inglese; ho conosciuto delle persone che rimarranno amiche per sempre e magari con le quali, nel futuro, si potrebbe aprire qualche attivita’ economica; ho capito che ho avuto fin troppa fortuna nella vita fin’ora e che la gioventu’ e’ finita ed e’ ora di iniziare a lavorare seriamente; e’ il caso di impegnarsi ad occuparsi di Italia dove la vita ha ancora aspetti stupendi, da difendere, invece di andare a cercare miserie da altre parti.
Sara’ dura ricominciare da zero, ma magari in un anno di lavoretti, riusciro’ a mettere in piedi una attivita’ in proprio e continuare a studiare, per il mio interesse personale, visto che non ho famiglia.
Sarebbero tante le cose da dire, del resto sono passati gia’ piu’ di 5 mesi, ma non c’e’ tempo e non e’ il caso; eventualmente al rietro passero’ a salutarla.
Un caro saluto.
Il Papa Secolare January 20, 2009
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Comunque il Papa e’ arrivato su youtube… il Papa e’ secolare… anche se dice che non bisogna esserlo. L’uomo e’ un essere davvero misero, fa violenza per vivere e per non starci male, poi fa la beneficenza. Evviva la beneficienza che lava la coscienza!
Respirare nel profumo dei tuoi capelli… January 16, 2009
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… respirare nel profumo dei tuoi capelli…
attimi che non dovrebbero finire mai ma che svaniscono come svanisce il tempo…
Sono entrato e ti ho visto ancora a quel posto ma non sei sola. Ti osservo da lontano perche’ so’ che sei con lui. Non oso ancora salutarti perche’ sarebbe troppo palese il fatto che sono arrivato qui con la sola speranza di vederti ancora, con una compagnia che non mi appartiene affatto. Ho scandagliato tutto il locale, velocemente, tutti i volti sconvolti di gente persa, finche’ ti ho intravista bella piu’ che mai, anche tu quasi persa, ma il mio sguardo prosegue spedito.
Adesso e’ questione di dinamiche predestinate, finche’ dopo piu’ di mezz’ora “Ciao”, sorriso fintamente rilassato e poi piu’ niente, perche’ non c’e’ niente. Qualche volta scorgo il tuo profilo e le tue labbra per istantanei momenti senza potermi soffermare, per non concedere il benche’ minimo sospetto di cio’ che faccio. Mai io riesco a coglierne il massimo della gioia.
Poi ad un tratto ti vedo comparire dal lato opposto del locale, i capelli sciolti, lunghi, bellissimi… non me ne ero mai reso conto che ce li avessi cosi’ lunghi… si, sei proprio tu e stai andando via… allora chiudo gli occhi e sogno di poter essere immerso in quella profumata chioma, una volta, piu’ volte e il tuo profumo mi innebria e divento perso anche io come tutti in quella stanza, ma sono perso di te…
… respirare nel profumo dei tuoi capelli…
attimi che non dovrebbero finire mai ma che svaniscono come svanisce il tempo…
Dear Vince December 21, 2008
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Dear Vince,
also my brain
is now having
conformational changes…
thank you!
and now I’m out of order.

bye
Andrej