Caro Terasso, February 28, 2009
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Caro Terasso,
ho seguito con estremo piacere ed interesse la trasmissione che ha fatto giovedi’ sera su TeleFriuli. La devo proprio ringraziare perche’ riesce (credo davvero con pochi mezzi) a fare trasmissioni di un certo spessore.
Volevo pero’ anche farle delle critiche oltre che dei complimenti.
Riguardo la trasmissione di RaiTre non mi trovo assolutamente daccordo con voi. I servizi di “Presa Diretta” io li ho apprezzati, perche’ reali. Si parla tanto di crisi ma cosa vuole dire veramente? I servizi proposti aiutano a capire meglio la situazione anche se non sono mai una fotografia della realta’ nella sua interezza, ma piuttosto ne rappresentano magari solo il 10%, con servizi messi in una sequenza tale che serve a scioccare (siamo d’accordo che non va sempre bene, pero’ almeno si tocca appieno cosa succede ad una azienda nel momento piu’ duro).
Bisogna permettere di trasmettere anche questo con il servizio pubblico, altrimenti si torna al Minculpop. Tra l’altro mi consenta di dire che queste crisi economico-finanziarie nascono anche da queste fonti informative molto edulcorate che danno i punti di vista col bilancino e con l’influenza di chi non vuole far sapere come stanno le cose, perche’ ci deve guadagnare.
Poi visto che la trasmissione parla del “Modello Friuli” analizzerei la nostra reazione di friulani rispetto ai veneti, che tra l’altro sono stati anche loro rappresentati nella trasmissione col settore del tessile in crisi: non ho visto trasmissioni di protesta ne’ tantomeno di discussione.
Quindi la mia analisi e’ questa: noi friulani abbiamo sempre questo senso di vergogna, quando gli altri, invece, se ne fregano altamente; dovremmo riuscire ad essere piu’ liberi, specialmente per affrontare il mondo esterno. Per raggiungere la perfezione che vorremmo, tanti errori devono essere fatti e se anche gli altri lo vengono a sapere, che problema c’e'? Dovremmo concentrare i nostri sforzi sul capire e analizzare gli errori (che ci sono, se le aziende chiudono), invece di cercare di cancellarli o di nasconderli agli altri. Approfondirli perche alle volte si scopre che poi, magari, non si avevano tutti gli strumenti per affrontare il cambiamento incombente e per trovarsi pronti la prossima volta, sviluppando nuovi strumenti di controllo e gestione aziendale, che mettano in posizione di vantaggio competitivo il sistema produttivo.
Dall’altra, questa levata di scudi svela che il Friuli ancora c’e’ ed ha voglia di lottare ed e’ secondo me l’unico punto di partenza utile da cui riniziare. Propagandare fiducia, mi sembra, lascia il tempo che trova.
Purtroppo, nel guardarci l’ombellico, abbiamo perso le parole di Della Valentina: “la crisi finira’, non sappiamo quando, ma finira’, il punto e’ che il mondo sara’ cambiato e avra’ un altro modello produttivo ed economico e chi lo capira’ sara’ in una posizione di vantaggio”.
Usiamo, quindi, le nostre energie per capire il nuovo modello economico sul quale innestare ricerca ed innovazione che da sempre hanno dato il valore aggiunto e redditivita’ alle produzioni, invece di preoccuparci di cosa potrebbero pensare gli altri.
Un caro saluto.
Caro Professore, February 28, 2009
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Carissimo Professore,
le scrivo solo ora perche’ l’altra settimana ho finalmente concluso il mio esame di Inglese, che cosi’ mi consente di avere completato la domanda per il Master.
Purtroppo, non me lo concederanno, vista la struttura organizzativa ed il mio background culturale. Qua vorrebbero che facessi un Undergraduate Program in Neuroscienze di 4 anni e io non ci penso nemmeno, visto i costi proibitivi (comunque qua e’ normale fare debiti per studiare), ma anche per la bassissima qualita’ della vita del nord America, soprattutto con la crisi economica entrante.
Mi dispiace per il tempo che le ho fatto perdere, ma per mia fortuna ho trovato la possibilita’ di fare una Laurea Specialistica in Neuroscienze a Trieste, che magari mi consentira’ di riniziare qualche attivita’ economica in Friuli, dove ho ancora parecchi contatti.
Adesso, il rientro sara’ difficilissimo per me, in quanto che ho finito i soldi, non avendo trovato un lavoro adeguato (sarebbe da parlare a lungo di questo) e oramai con il mio stile di vita internazionale e poliedrico, la vita friulana risultera’ troppo soffocante (se si considera che lo era gia’ prima).
Gli aspetti positivi comunque sono numerevoli: ho imparato a parlare inglese; ho conosciuto delle persone che rimarranno amiche per sempre e magari con le quali, nel futuro, si potrebbe aprire qualche attivita’ economica; ho capito che ho avuto fin troppa fortuna nella vita fin’ora e che la gioventu’ e’ finita ed e’ ora di iniziare a lavorare seriamente; e’ il caso di impegnarsi ad occuparsi di Italia dove la vita ha ancora aspetti stupendi, da difendere, invece di andare a cercare miserie da altre parti.
Sara’ dura ricominciare da zero, ma magari in un anno di lavoretti, riusciro’ a mettere in piedi una attivita’ in proprio e continuare a studiare, per il mio interesse personale, visto che non ho famiglia.
Sarebbero tante le cose da dire, del resto sono passati gia’ piu’ di 5 mesi, ma non c’e’ tempo e non e’ il caso; eventualmente al rietro passero’ a salutarla.
Un caro saluto.
Lettera November 8, 2008
Posted by ethically in Cultura, Elezioni 2008, Elezioni USA 2008, Etica, Global, Glocal, Intrattenimento, Politica, Riflessioni, Societa', canada.add a comment
Caro Andrea,
quando scrivevo in precedenza, sul tuo posto, lo facevo con negli occhi l’immagine di quegli homeless, di quella societa’ cosi’ arida di contatti e contenuti, di quell’ingiustizia sociale che viene mascherata agli stessi abitanti con il brain washing mediatico di filmetti e canzoncine.
Purtroppo ho scoperto che quella non e’ ingiustizia sociale, ma e’ solo una delle forme possibili di societa’.
Mio malgrado mi sono reso conto di vivere in un sogno. E’ forse per questo che mi sono permesso di invitarti a cambiare la tua etica, intesa come comportamento e approccio alla vita, se intenzionato ad iscriverti ad un master.
Sulla mia pelle, da piccolo borghesuccio di provincia, ho provato la violenza di quella societa’, di chi ti considera solo un elemento di disturbo o da sfruttare. La violenza della “non cittadinanza”, del “non permesso di lavoro”, della “lettera di referenza”.
Il volere cambiare la propria condizione, seppur problematica, da un contesto sociale conosciuto ad uno che comporta nuove nozioni, necessita anche la creazione di una visione delle cose rielaborata. Bisogna anche essere pronti a sporcarsi le mani di sangue, perche’, anche se le nostre mani sono rimaste sempre piu’ o meno pulite, con i nostri comportamenti (di tutti I giorni) abbiamo creato anche noi violenza e sofferenza… e’ un fatto che per fare un salto di qualita’ deve essere assimilato. Forse anche per essere degli esseri umani completi.
andrea
P.S. con Obama non cambiera’ un bel cavolo di niente e rimarremo carne da macello. Tanti auguri, ma un giretto da uno specialista non sarebbe per niente male.
… anche i maschietti ballano… May 31, 2008
Posted by ethically in Ballare, Divertimento, Glocal, Musica, Musica Maestro, Musicamaestro, Riflessioni.add a comment
Ultimamente mi reco sul blog “dancin’fool”, che trovate anche nel blog roll e l’ho trovato da subito molto interessante e profondo, anche quando si parla semplicemente di un cagnolino.
Se non ho capito male, il tutto nasce come condivisione dell’emozione che da il ballare in maniera sfrenata ed istintiva. Chi mi conosce sa quanto e’ stato importante per me il ballare. L’effetto terapeutico che ha avuto negli anni piu’ duri dell’universita’ (insieme naturalmente allo sport). L’andare a pogare sotto il palco dei Dodieimonodi fino alle performances quasi artistiche nei teatri o nelle feste private.
http://www.dodieimonodi.it/mp3/Delirijo_Boy-08-Non_inviare.mp3
un minuto di intro (godetevela) prima del pezzo
Ricordo ancora volentieri la festa abusiva fatta nel giardino dell’universita’, a torso nudo, sotto gli occhi increduli degli altri studenti. (la foto e’ un po’ sbiadita, ma volevo far notare i capelli lunghi fino alla schiena nonostante l’incipiente calvizie e la carnagione bianchissima. Li’ la festa era quasi finita, ma all’inizio era pieno di gente, tutt’attorno).
…quanto gli altri fanno all’amore, io ballo…
Purtroppo ora ho un serio problema al ginocchio e non posso fare cio’ che facevo prima, anche il peso corporeo e’ aumentato e la preparazione atletica non e’ piu’ quella di un tempo e allora ballo con la mente e vago con i ricordi da Ovaro (ovarock) a Toronto (Bread & Circus), passando per il parco del Cormor e Maniago, Osoppo (sunsplash) e Iesolo…. Senza dimenticare le serate brasiliane con il mitico Vladimiro o le sagre della zona (vedi l’Epifania friulana di Tarcento)…
…anche i maschietti ballavano…
Anche a Toronto piove May 22, 2008
Posted by ethically in Biodiversity, Cultura, Decadentismo, Glocal, Italia, Riflessioni, Societa', canada.add a comment
Anche qua a Toronto piove ed e’ una pioggia che penetra e ammazza le personalita’, e’ una pioggia consumistica. Ho conosciuto un ragazzo marchigiano (oramai 35enne) che era venuto in nord america per la musica (DJ e altro) di una cultura davvero profonda. Ora il grosso dei suoi “incomes” viene dal fare il cameriere in un ristorantino, anche se ha ancora un contratto con MTv ed insegna italiano per la scuola di un mio amico. Vedo questo ragazzo che sta alzando bandiera bianca, non crede piu’ nel suo progetto, non lo dice ma lo si capisce. Mi ha invitato a cena, io non ho fatto niente per lui, ma mi ha trattato come un re. Lui e’ quello che siamo anche noi, sognatori e puliti; ma anche illusi. Io torno in Italia, ora non posso proporgli proprio niente, riusciro’ a malapena a mantenermi, senza considerare che voglio tornare a studiare. Sento che verra’ perso un capitale se questa persona non riuscira’ ad esprimersi. Spero un giorno di tornare qua e provare ad offrigli un futuro.
Ho letto varie pagine dei vostri blog, sarei curioso di sapere, che materie studiate e sapere che lavoro vorreste fare. Vedo nella nostra societa’, che l’unica possibilita’ di parziale liberta’, in un mondo dalle mille possibilita’, apparenti, e’ mettersi in proprio e lavorare sulle risorse umane. Ho letto che non avete certezze per il vostro futuro lavorativo; io ora non posso proporre nulla neanche a voi, ma se volete fatemi sapere di piu’ di voi, non si sa mai che ci sia la possibilita’ di costruirvi un lavoro ed un’ attivita’ attorno, ” su misura”. Certe ricchezze non devono essere assolutamente sprecate!
Back to “Carnia”/Ritorno in “Carnia”/Torna’ in “Cjarnie” May 21, 2008
Posted by ethically in Biodiversita', Biodiversity, Friuli, Global, Glocal, Italia, Riflessioni, Thoughts, Travel, Viaggi, canada.2 comments
Tomorrow I’ll take my fly to Italy. It is time to leave Toronto and be in my natural environment: Carnia, that is a part of my region, Friuli, that is characterized by mountains and valleys. Here in Toronto life is empty. I hope that going back to my father’s land, I can find a dimension in which I can live in ethics and awareness.
Domani prendero’ il mio volo per tornare in Italia. E’ giunta l’ora di lasciare Toronto e andare a vivere nel mio ambiente naturale: la Carnia, che e’ una parte della mia regione, il Friuli, che e’ caratterizzata da montagne e vallate. Qui a toronto la vita e’ vuota. Spero che tornando nella terra di mio padre, io possa trovare una dimensione nella quale poter vivere in modo etico e consapevole.
A pussy hair pulls better than a pair of horses/ Tira di piu’ un pelo di figa, che una pariglia di buoi / Al tire plui un pel di frice, ca un par di buus April 29, 2008
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For a while my blog has been low on viewers; so I made a post on naked women and suddenly the numbers grow! Where I live there is a saying in my local language (Friulano) that says “Al tire plui un pel di frice, ca un par di buus”, tr.”A pussy hair pulls better than a pair of horses”.
Era un po’ che il mio blog era poco visto; e’ bastato fare un post con donne scollacciate e subito i numeri sono cresciuti! Dove vivo, c’e’ un detto nella mia lingua locale (Friulano) che fa cosi’ “Al tire plui un pel di frice, ca un par di buus”, tradotto “Tira di piu’ un pelo di figa, che una pariglia di buoi”.
Dear Mother / Cara Madre April 27, 2008
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Dear mother, do you remember when I was 20 years old and I was doing the military service? In that period, a week seemed to me like a lifetime, but not in the way that the time didn’t pass, instead in the meaning of time dilation. I remember the days in Pordenone, the first week, when they turned me inside out like a sock… and after a week came back home to you, where all was still the same but I had changed…In the military camp hoping for a moment to see some MTV or TMC2 image that reminded me of my previous life. That strong sun that seemed to be in Sicily. Instead I was 2 steps from home, that for me was so far…
Now I’m here in Toronto, thousand of kilometers away and I can’t feel anything, the fear disappeared, one month, two months have passed and you don’t even realize it, a steady state of boredom.
Cara Madre, ti ricordi quando avevo vent’anni ed ho fatto il militare? In quel periodo, una settimana mi sembrava una vita, ma non nel senso che non passava mai, nel senso della dilatazione del tempo. Ricordo i giorni a Pordenone, la prima settimana dove mi hanno rivoltato come un calzino… e dopo una settimana il tornare a casa da te, dove tutto era uguale ma io ero cambiato… In caserma trovare un momento per scorgere qualche passaggio di TMC2 o di MTV che mi riportava alla vita di prima. Quel sole forte che mi sembrava di essere in Sicilia. Ed invece ero a due passi da casa, ma a me sembrava lontanissimo…
Ora sono qua a Toronto, migliaia di chilometri da casa e senza quasi sentire niente, la paura svanita, un mese e due mesi e neanche te ne accorgi, una noia quasi persistente.
Prestito Alitalia, un altro favore della sinistra a Berlusconi / Alitalia’s loan, another favour of the left party for Berlusconi April 22, 2008
Posted by ethically in Decadentismo, Economia, Economics, Fausto Bertinotti, Glocal, Italia, Partito Democratico, Politica, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, politics.add a comment
Dispiace constatare che il governo italiano, concedendo un prestito di 300 milioni di euro, all’Alitalia, non faccia altro che fare un altro favore a Berlusconi e alle lobby. Questo governo non ha neanche avuto il coraggio, dopo essere stato sfiduciato e calunniato di rifiutarsi di divenire lo zimbello d’Europa, dopo che Berlusconi ha stravolto la campagna elettorale proprio con questo caso. Dopo che Berlusconi ha fatto desistere i francesi di AirFrance con i quali si poteva enucleare la base di un gruppo aeronautico di dimensione Europea e dell’Europa. Prodi, da vecchio democristiano, non e’ riuscito a tenere la schiena dritta nemmeno questa volta. E la dignita’ non sembra appartenere a questa sinistra italiana, ridicola e ridicolizzata dai suoi stessi leader!
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Elezioni Italia 2008 #3 “Il punto di Vladi”/ Elections in Italy 2008 #3 “The Vladi’s point of view” April 22, 2008
Posted by ethically in Decadentismo, Elezioni 2008, Fausto Bertinotti, Glocal, Italia, Partito Democratico, Politica, Riflessioni, Societa', Society, Walter Veltroni, politics.add a comment

Also if the italian elections are already an old thing, I post the point of view of a friend of mine, Vladi, who wrote some days ago. I apologize for the lack in translation…
“Caro Andrea, come va? Mi dispiace ma non ho trovato il
tempo per tradurre l’ articolo in questo perdiodo..
Dall’ Italia come ben sai:
…Un centro sinistra in parte svegliato troppo tardi
ed in parte vecchio e poco capace, in parte marcio:
così l’italietta bagnata, impaurita, smarrita e senza
idee torna all’ ovile da padron Berlusconi e si
rifugia in massa nell’ “uomo forte” e nella sua destra
becera, incivile, mafiosa ed in parte xenofoba…
Secondo me mancavano, a parte qualche giusto tentativo
di Bersani e buona intenzione di di Pietro, buone e
nuove proposte: tipo
1. Dare la possibilitá a chiunque voglia aprire un’
azienda, di farlo in soli tre giorni col minimo dei
costi in modo da tendere ad un capitalismo democratico
2. Liberalizzare tutto ed abbattere i costi iniziali e
delle licenze per dare la possibilitá a chi ne abbia
volontá, di intraprendere tali attivitá, snellendo e
riducendo ai minimi termini la burocrazia.
3. Investire sulle “vocazioni naturale” dell’ Italia:
turismo, gastronomia, moda, design, etc.
4. Combattere l’ evasione fiscale in modo severo e
totale riscuotendo il parecchio denaro dei grossi
evasori (non si possono far contenti anche i ladroni
se si vuol far del bene..) ed alleggerire notevolmente
il fisco per le imprese piú piccole.
5. Potenziare ed ammodernizzare la scuola, rendendola
tecnica ma anche poliglotta per un’ Italia aperta al
mondo.
6. Legge uguale per tutti, senza buonismi e senza
cattivismi. Delinqui? Non importa se sei italiano o
straniero. L’ impunitá non ci deve essere per nessuno.
7. Favorire fortemente una laicitá dello Stato
8. Combattere quella cragna di corporazioni favorendo
la concorrenza e l’ abbassamento dei prezzi e, come
detto sopra, la democratizzazione del mercato.”



