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England Vs. Canada February 28, 2009

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….

Complessivamente, mi sto trovando bene e la prima impressione e’
quella che conta. La vita e’ molto piu’ all’Europea (anche se qui
hanno sempre alcune cose per conto loro che mi stanno un po’ sul
cazzo). Questo e’ un paese comunque avanzato (nel bene e nel male),
con infrastrutture, telefonini efficiienti, trasporti che funzionano
bene, un sistema sociale decente. La gente e’ diversa da noi, pero’
non la sento anni luce lontana come in Canada. Almeno per quanto ho
capito, gli Inglesi sanno essere piu’ stronzi a volte, pero’ in genere
meno falsi dei canadesi e senza quel sorriso forzato stampato in
faccia. Inoltre, niente “How are you”, “You’re welcome” “Ehy buddy” e
cagate varie. Non si tirano indietro a fare battute, dirti una cosa in
faccia o anche fare a pugni. Dal punto di vista pratico, rispetto a
prima posso finalmente uscire a piedi a febbraio senza rimanere
congelato, andare a lavoro in 4 minuti di treno,avere 25 giorni di
ferie (piu’ le chiusure), avere orari flessibili e guadagnare ferie
aggiuntive. Posso avere colleghi internazionali si, ma inglesi,
italiani, francesi, spagnoli, e magari uno o due cinesi (o indiani) in
cerca di avventura, ma non (con tutto il rispetto) canadesi, cinesi
sfuggiti al comunismo o iraniani ricercati dalla repubblica islamica.
Nonostante questa sia una normalmente definita una nazione “expensive”
- anche se poi sarebbe da fare i conti per bene – riesco a controllare
le mie spese di gran lunga. Ho questa sensazione: pago OK, ma in
genere il servizio e’ decente. Non ho l’impressione di essere sempre
fregato. Non ho bisogno di fare decine (o centinaia) di chilometri in
macchina al giorno, non devo pagare 60 dollari (minimo) di cellulare
al mese, non ho bisogno di tenere i riscaldamenti o l’aria
condizionata a palla, non pago 450 dollari al mese di spese
condominiali e di affitto pago molto meno di quanto pagavo prima a
Toronto tra mutuo e spese varie (e ho pure una casa grande).
Finalmente posso bermi una birra sul treno, o davanti alla porta di
casa, o addirittura a lavoro. E una birra che non sia la Canadian o la
Organic Lager. Posso andarmene in un’ora e mezza a Londra, o
tornarmene a casetta in Italia in poco di piu’.

Certo devo dire che alcune cose di Toronto (ma non del Canada in se’)
mi mancano: qui non c’e’ l’internazionalismo di Toronto, con tutte le
conseguenze. Non posso farmi la gran cerchia di amici internazionali
come a Toronto, questa e’ forse la cosa che rimpiango di piu’. Non
posso andare a mangiare il sushi un giorno, dal portoghese un altro
giorno, da Messini il Sabato e da Terroni la domenica, ma pazienza.
Qui non posso permettermi il condo con piscina e palestra, peccato. Ma
sopravvivero’.

Insomma questa e’ fino ad ora l’Inghilterra. Non so ancora quanto
restero’ qui, ma posso dire che e’ un posto dove potrei rimanere a
lungo e vivere serenamente. Sicuramente non impazziro’ come mi stava
capitando a Cambridge (Ontario ovviamente), o non dovro’ fare artifici
(bellissimi, ma pur sempre contro natura) come a Toronto.

Credo che voi mi capiate.

A presto allora.

Caro Pino December 13, 2008

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Caro Pino,

sai, il discorso sulla mediocrita’ che abbiamo fatto mi rendo conto che per un fatto meramente sociale e’ universale (e non tanto perche’ lo abbiamo trattato noi).

la sicurezza, poi, ti permette di vivere ma in realta’ ti uccide l’anima e l’entusiasmo. Si dovrebbe riuscire a trovare il giusto punto tra capacita’ personali e obbiettivi.

In parole povere (roughly speaking), ognuno di noi ha un livello di sopportazione dell’incertezza e del dolore e deve rapportarlo ai desideri che ha nella vita.

In pratica, un bel casino, che si accuisce nei periodi di crisi economica ;-D

ciao e un bel Mandi

andrea

Lettera November 8, 2008

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Caro Andrea,

quando scrivevo in precedenza, sul tuo posto, lo facevo con negli occhi l’immagine di quegli homeless, di quella societa’ cosi’ arida di contatti e contenuti, di quell’ingiustizia sociale che viene mascherata agli stessi abitanti con il brain washing mediatico di filmetti e canzoncine.

Purtroppo ho scoperto che quella non e’ ingiustizia sociale, ma e’ solo una delle forme possibili di societa’.

Mio malgrado mi sono reso conto di vivere in un sogno. E’ forse per questo che mi sono permesso di invitarti a cambiare la tua etica, intesa come comportamento e approccio alla vita, se intenzionato ad iscriverti ad un master.

Sulla mia pelle, da piccolo borghesuccio di provincia, ho provato la violenza di quella societa’, di chi ti considera solo un elemento di disturbo o da sfruttare. La violenza della “non cittadinanza”, del “non permesso di lavoro”, della “lettera di referenza”.

Il volere cambiare la propria condizione, seppur problematica, da un contesto sociale conosciuto ad uno che comporta nuove nozioni, necessita anche la creazione di una visione delle cose rielaborata. Bisogna anche essere pronti a sporcarsi le mani di sangue, perche’, anche se le nostre mani sono rimaste sempre piu’ o meno pulite, con i nostri comportamenti (di tutti I giorni) abbiamo creato anche noi violenza e sofferenza… e’ un fatto che per fare un salto di qualita’ deve essere assimilato. Forse anche per essere degli esseri umani completi.

andrea

P.S. con Obama non cambiera’ un bel cavolo di niente e rimarremo carne da macello. Tanti auguri, ma un giretto da uno specialista non sarebbe per niente male.

Back to “Carnia”/Ritorno in “Carnia”/Torna’ in “Cjarnie” May 21, 2008

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Tomorrow I’ll take my fly to Italy. It is time to leave Toronto and be in my natural environment: Carnia, that is a part of my region, Friuli, that is characterized by mountains and valleys. Here in Toronto life is empty. I hope that going back to my father’s land, I can find a dimension in which I can live in ethics and awareness.

Domani prendero’ il mio volo per tornare in Italia. E’ giunta l’ora di lasciare Toronto e andare a vivere nel mio ambiente naturale: la Carnia, che e’ una parte della mia regione, il Friuli, che e’ caratterizzata da montagne e vallate. Qui a toronto la vita e’ vuota. Spero che tornando nella terra di mio padre, io possa trovare una dimensione nella quale poter vivere in modo etico e consapevole.

Uma Thurman- All around comes around / Uma Thurman- chi semina raccoglie May 2, 2008

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Dear Uma Thurman,

you make money fooling people in your films, and what you get is obsessive fan. That is the rule of show business. If you weren’t so famous nobody bother you. So, these are the effects of brain washing on the mind of the weakest and also you have to pay the price of the damage you create on society! In fact a jury can help you till a limited point and soon will be another maniac…

Cara Uma Thurman,

tu fai soldi prendendo in giro la gente con i tuoi film e quello che ottieni e’ un fan molestatore. Questa e’ la regola dello show business. Se tu non fossi stata famosa, nessuno ti avrebbe molestato. Quindi, questi sono gli effetti del lavaggio del cervello, sulla mente dei soggetti piu’ deboli e anche tu devi pagare per i danni che crei alla societa’! Infatti un giudice ti puo’ difendere fino ad un certo punto ed un giorno ce ne sara’ un altro di maniaco.

A pussy hair pulls better than a pair of horses/ Tira di piu’ un pelo di figa, che una pariglia di buoi / Al tire plui un pel di frice, ca un par di buus April 29, 2008

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For a while my blog has been low on viewers; so I made a post on naked women and suddenly the numbers grow! Where I live there is a saying in my local language (Friulano) that says “Al tire plui un pel di frice, ca un par di buus”, tr.”A pussy hair pulls better than a pair of horses”.

Era un po’ che il mio blog era poco visto; e’ bastato fare un post con donne scollacciate e subito i numeri sono cresciuti! Dove vivo, c’e’ un detto nella mia lingua locale (Friulano) che fa cosi’ “Al tire plui un pel di frice, ca un par di buus”, tradotto “Tira di piu’ un pelo di figa, che una pariglia di buoi”.

Dear Mother / Cara Madre April 27, 2008

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  Pordenone - Veduta di Pordenone

Dear mother, do you remember when I was 20 years old and I was doing the military service? In that period, a week seemed to me like a lifetime, but not in the way that the time didn’t pass, instead in the meaning of time dilation. I remember the days in Pordenone, the first week, when they turned me inside out like a sock… and after a week came back home to you, where all was still the same but I had changed…In the military camp hoping for a moment to see some MTV or TMC2 image that reminded me of my previous life. That strong sun that seemed to be in Sicily. Instead I was 2 steps from home, that for me was so far…

Now I’m here in Toronto, thousand of kilometers away and I can’t feel anything, the fear disappeared, one month, two months have passed and you don’t even realize it, a steady state of boredom.

 

Cara Madre, ti ricordi quando avevo vent’anni ed ho fatto il militare? In quel periodo,  una settimana mi sembrava una vita, ma non nel senso che non passava mai, nel senso della dilatazione del tempo. Ricordo i giorni a Pordenone, la prima settimana dove mi hanno rivoltato come un calzino… e dopo una settimana il tornare a casa da te, dove tutto era uguale ma io ero cambiato… In caserma trovare un momento per scorgere qualche passaggio di TMC2 o di MTV che mi riportava alla vita di prima. Quel sole forte che mi sembrava di essere in Sicilia. Ed invece ero a due passi da casa, ma a me sembrava lontanissimo…

Ora sono qua a Toronto, migliaia di chilometri da casa e senza quasi sentire niente, la paura svanita, un mese e due mesi e neanche te ne accorgi, una noia quasi persistente.

Biodiversity / Biodiversita’ April 21, 2008

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Today I have understood better what is the significance of Biodiversity. It is richness because it means more chances, more solutions and more ideas. Simple and clear but not easily understood by everybody.

Oggi ho capito meglio il significato di biodiversita’. E’ ricchezza in quanto significa piu’ possibilita’, piu’ soluzioni, piu’ idee. Semplice e chiaro ma non facile da capire da parte di molti.

By Vladi “My (travel in) Brazil” #3/Da Vladi “Il mio (viaggio in) Brasile”#3 April 20, 2008

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San Paolo Palazzi di Anhangabaú

 

(Continue)

Starting from this Brazil is born, so you can figure out if it could be a earnest country, the Country of Carnival :-) ; Jorge Amado said “only the masks survive in the Country of Carnival”.

Then, speaking in general terms and as a whole, you can note the lack in ethics, in some cases at all… the lack in civic spirit and Institutions (because the institutions in the past were represented by those “bullshits” remained in Portugal and that exploited all remaining in Europe; they exploited black people, Indios and white people. Then the love for transgression of law, the government seen for a lot of people like something that is against the family, like an enemy…

The “friend” seen as someone that can save your ass, that can do to you a favor, etc. A kind of complicity, in a lot of cases between slaves and the slavist. From this arise l’”homem cordial” (“the Brazilian cordial man” as reported by the historian and sociologist of São Paulo Sergio Buarque ).

I visited Brazil from the North to th South. Speaking about the Carnival of Salvador, a big pit, a lot of thefts, a lot of violence, incredible scenes of squalor… and also good music. One thing can be interesting is that there were two million people from all around the world, Brazil, Argentine, Chile, Portugal, United States, a lot from Israel, England, Germany, France, Italy. We are speaking about the biggest street party of the world and I think that it is in this way because, in the “western public imagination”, the country of Carnival, with a lot of things that are going bad, expresses something that we have removed, reduced and ridiculed in our secretive and formal every day life, but that it is necessary for the human being. The desire of the street fest, communion, informality, simplicity, contact, “irrationality”.

I’ll write you soon

Mandi, mandi (typical greeting from our Italian region).

Hugs.

Vlad

 

 

(continua) Da tutto questo é nato il Brasile, puoi immaginare se é un Paese serio quindi….Il Paese del Carnevale..:-)
, come diceva Jorge Amado “solo le maschere sopravvivono nel Paese del Carnevale”.
Quindi, parlando in termini generali ed in linea di massima, puoi osservare la carenza di etica, in alcuni casi la mancanza totale…la carenza di senso civico, di importanza e rispetto di cio’ che é pubblico, delle istituzioni (le istituzoni erano anticamente rappresentate da quegli “stronzi” che rimanevano in Portogallo e che sfruttavano tutti belli e brutti rimanendo in Europa; sfruttavano negri, indios e bianchi (i portoghesi “feccia”)… Quindi l’amore per trasgredire la legge di nascosto, lo Stato visto da molti come qualcosa che si oppone alla famiglia, come qualcosa di nemico… L’ “amico” visto come quello che ti puo’ parare il culo, che ti fa il favore, etc. Una sorta di complicitá, in molti casi, tra schiavi e padroni. Da qui l’ “homem cordial” (“uomo cordiale” brasiliano di cui parla lo storico e sociologo di São Paulo Sergio Buarque ).
Ho girato il Brasile da Nord a Sud. Per quanto riguarda il Carnevale di Salvador insomma, una gran bolgia, molti ladri, molta violenza, scene allucinanti di degrado…. e anche buona musica…Una cosa che
puo’ essere interessante é che a partecipare al Carnevale di Salvador c’ erano due milioni di persone accorse da tutto il Brasile, dall’ Argentina, dal Cile, dal Portogallo, dagli Stati Uniti, molti da Israele, dall’ Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia, alcuni dall’ Italia.. Si tratta della festa popolare di strada piú grande al mondo e mi viene da pensare che é così perché, nell’ immaginario collettivo della nostra “cultura occidentale” il Paese del Carnevale, con tutte le cose che ha che non vanno,esprime qualcosa che abbiamo rimosso, ridotto e ridicolizzato nella nostra quotidianitá “abbottonata” e formale e che, invece, é necessaria per l’ essere umano..Il desiderio di festa di strada, di comunione, di informalitá, di semplicitá, di contatto, di
“irrazionalitá”.
Beh, ti scrivo prossimamente.
Mandi, mandi
Abraços
Vlad

Dear Pino / Caro Pino April 14, 2008

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Dear Pino, we have discussed several times about the fact that in Toronto, also if there is a very strong Italian community (continually filled out), it can’t maintain its language and its traditions, unlike of Chinese community. As we have a lot of times evaluated, the problem is on the second generation (and this happens also in the other minor communities of the city, for example the Korean, as suggested us by Jian). Anyway today I have joined a thought: after I have seen on Omni1 the “Johnny Lombardi Italian Festival”, I have realized that a young Italian-Canadian can’t be, absolutely, interested to that type of telecast, if he/she don’t want to remain retarded at a global and local level. “Rose rosse per te” of the singer Massimo Ranieri, hosannaed by crowds of elderly people, is not more proposed in Italy for at least 20 years (not even on the public television). In Italy, in Naples, there are “99posse”, “24grana”, “Almamegretta”, only to remind someone of them that I know since the fact I used to live 800 km away from that city. The low quality of telecast, then, creates a distance with the audience; but we are witnesses that the Italians are created by the radio and television broadcasting and we are aware that the destiny of new generations is to become Northern Americans, standardized. Basically for the fact that if also they go back in Italy, they couldn’t communicate and another culture of their homologous in that country. Bye bye and see you soon.

 

Caro Pino, abbiamo piu’ volte discusso di come mai Toronto, pur avendo una fortissima comunita’ italiana (che e’ continuamente rimpolpata), non riesce a mantenere la sua lingua e le sue tradizioni, a differenza della comunita’ cinese. Come piu’ volte valutato, il problema di base e’ sulla seconda generazione (e cio’ accade anche nelle altre comunita’ minori della citta’, esempio ne e’ stato quella coreana, grazie al contributo di Jian). Ma oggi ho aggiunto un pensiero: dopo aver visto su Omni 1 il “Jonny Lombardi Italian Festival”, mi sono reso conto che un giovane Italo-canadese non puo’ essere assolutamente interessato a quel tipo di trasmissione, se non rimanendo un ritardato a livello globale ed anche locale. “Rose rosse per te” cantata da Massimo Ranieri, osannato dalle folle di anziani, non viene proposta in Italia da 20 anni (nemmeno sulla televisione pubblica). In Italia, a Napoli, ci sono i 99 Posse, i 24 Grana, gli Almamegretta, solo per citarne alcuni di quelli che conosco io che vivo a piu’ di 800 km di distanza. La bassa qualita’ della trasmissione, poi, allontana ancora di piu’ il pubblico; ma noi memori che gli italiani sono stati creati al seguito delle trasmissioni radiofoniche e, poi, maggiormente televisive, ci rendiamo conto che il destino delle nuove generazioni e’ di diventare dei nord americani, omologati. Principalmente per il fatto che, se anche tornassero in Italia, non saprebbero comunicare e non avrebbero la stessa cultura dei loro omologhi presenti nel paese d’origine. Un saluto ed a presto.