Italia Vs Canada May 15, 2009
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Vediamo se riesco a esprimere i concetti che ho nella testa.
1- In primo luogo, un Italiano, di base, sta bene in Italia ed un canadese sta bene in Canada. Cio’ succede perche’ il nostro cervello si adatta e cresce nei posti dove si passa l’infanzia (imprinting). E’ un fatto biologico. Dopo una certa eta’ il cervello fa difficolta’ ad adattarsi a nuovi posti ed a diversi stili di vita (un esempio lampante e’ che se uno non impara una lingua straniera da giovane poi non l’impara piu’ bene). C’e’ comunque una certa variabilita’ biologica (cioe’ alcuni hanno dei periodi di crescita allungata, capacita’ di adattamento superiori, esigenze sociali differenti, punti cruciali dell’esistenza basati su fattori differenti: ad alcuni importa il danaro, ad altri la realizzazione famigliare, ad altri ancora la carriera, ad altri vivere in un posto di citta’ ed ad altri in campagna e cosi’ via).
2- Negli ostelli di Toronto ho conosciuto un mucchio di gente che veniva dall’UK che si voleva trasferire, e’ un indice del fatto che loro potrebbero guadagnarci dall’essere in Canada anche se e’ difficile anche per loro.
3- Tanti canadesi provano anche a vivere in Italia, ma molti mollano perche’ adattarsi e’ difficile, visto anche il tipo di vita che sono abituati a fare in Canada: orari di lavoro ridotti, vita economica (cheaper), grandi spazi, posti di lavoro riservati ai canadesi, brain washing mediatico nord americano ecc.
4- Tanti tedeschi, con un alto grado scolare vengono a vivere in Italia, per scelta, e non perche’ costretti dall’esigenza di trovare un lavoro.
5- Questi ragazzi italiani mediamente capaci, simpatici, intelligenti, ci provano in Canada come ci potrebbero provare in un qualsiasi altro posto perche’ non vogliono vivere di stenti in Italia. Perche’ effettivamente sono sopra la media della popolazione ma non abbastanza scaltri o dotati per fare una vita che li possa rendere felici e non annoiati viste le possibilita’ di lavoro esistenti (ovunque). La possibilita’ in Italia, nella massima aspirazione, e’ fare un lavoretto che forse ti permette di comprarti la casa con un mutuo di 30 anni e la massima scelta che tu possa fare e’ quella del colore della macchinetta che ti comprerai a rate. E’ chiaro che quando arrivi in Canada, che ti hanno presentato come il paese dei balocchi, quando ti accorgi di poter fare una vita come quella che facevi prima o anche peggiore (vista la crisi economica che c’e’ e l’immobilismo intellettivo che ha attanagliato gli ultimi 20 anni il nord america) prendi armi e bagagli e te ne vai via.
6- Poi c’e’ da considerare il fattore C. Ad alcuni va bene ed ad alcuni va male, sia in posti considerati di merda, che in posti considerati eccezionali. Certo molto e’ legato alle caratteristiche personali, dove se uno ha la caratteristica giusta, puo’ riuscire a sfondare (e stare bene) in paesi dove la media della popolazione, magari, neanche ha da mangiare. Ed ad un altro, nel paese piu’ ricco del mondo, tocca spalare la merda per sopravvivere. In questo non ci sono leggi fisiche che tengano, ci sono troppe variabili in atto.
7- Il nord Europa ha un clima che fa davvero schifo, e’ peggiore di quello del Canada (certo la Baviera e’ meglio delle isole Lofoten), pero’ a uno che non interessa puo’ andare bene, ma io ricordo di aver incontrato in Germania tanti Italiani che non vedevano l’ora di potersi ritirare per vivere definitivamente in Italia, come qualcuno (pochi) che poi e’ rimasto a vivere per sempre la’. Ad esempio in Francia sono rimasti a vivere molti piu’ Italiani, come poi sono rimasti a vivere in Canada. Ricordo poi il razzismo nei confronti degli Italiani da parte dei tedeschi, ho tre esperienze vissute sulla mia pelle, una davvero brutta e una piuttosto grottesca. Almeno in Canada nessuno ti tratta male perche’ Italiano, anzi, sei anche ben visto.
8- Gli italiani che sono rimasti a vivere in Canada ci sono rimasti principalmente per 2 ragioni (qui Pino potra’ smentirmi se lo ritiene giusto visto che ne sa piu’ di me): 1- dopo tanti anni di vita ci si sono abituati, magari perche’ hanno fatto dei figli e hanno I nipoti e per alcuni il ricordo e’ ricordo di miseria 2- l’Italia che ricordano non gli appartiene piu’, perche’ e’ cambiata radicalmente e non ci si riconcoscono. So’ di Italiani (meglio di friulani) che sono rientrati per varie ragioni, ma la maggior parte sono rimasti. Luisa sembra che stia meglio in Canada che in Italia, perche’ non avrebbe nessun tipo di futuro nonostante i suoi studi. Voi non credo abbiate idea di cosa voglia dire lavorare nelle fabbriche della campagna friulano-veneta, anche se per un lavoro d’ufficio. Vuole dire vedere per 20 anni le stesse persone, fare sempre le stesse cose, parlare ogni giorno di cosa ha fatto l’Udinese, sentire discorsi razzisti ed ignoranti. A quel punto e’ meglio vivere con un disperato del terzo mondo che magari ti insegna anche qualcosa della sua terra e non vivi in un monoblocco culturale, che e’ protettivo, ma al tempo stesso ti stritola.
9- I disperati del Terzo mondo e’ chiaro che ci si trovano bene in Canada, anche se c’e’ crisi economica e se vengono sfruttati come bestie (anche dagli italiani di seconda e terza generazione). I paesi da dove vengono gli danno solo fame e violenza. Con la stessa fatica che impiegherebbero in una piantagione di cotone, in Canada gli viene dato vitto, alloggio, sanita’ e la possibilita’ di fare studiare i figli e magari di mantenere con pochissimi risparmi mensili, una famiglia intera nelle terre di origine.
10- Forse i veri disperati siamo noi (non abbiatene a male!). Me ne sono reso conto ben presto dopo essere rientrato in Italia. Io stavo male in Friuli non perche’ il Friuli fa schifo, stavo male a Toronto non perche’ Toronto fa schifo, ma fondamentalmente perche’ sono un disadattato ovunque io sia. Perche’ cerco cose che non esistono, perche’ credo mi debbano spettare dei privilegi e per ottenerli non voglio nemmeno sporcarmi le mani. Perche’ non riesco ad accontentarmi della limitatezza della vita.
Certo, il Canada non e’ il paradiso, come non lo e’ l’Italia. Il fatto sta nel trovare l’equilibrio tra quello che sono le nostre esigenze innate (genetiche; ad es se uno non riesce a stare a -30 e’ meglio che in canada non ci rimanga), acquisite e sociali (se si e’ abituati il fine settimana ad andare in montagna e mangiare funghi, andare in Libia non credo sia la scelta giusta).
Ciao ciao.
Andre’
Leghismo=Poverta’ May 15, 2009
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Quando movimenti come il Leghismo e la xenofobia prendono piede e si da potere a gente come Cota (immatura, deviata mentalmente in maniera patologica), la miseria e’ dietro a venire.
Ed infatti la recessione ne e’ un sintomo.
Ma la vera poverta’ e’ nelle menti.
Se non si e’ piu’ in grado di capire ed accettare i cambiamenti (inevitabili in tutto l’universo e costantemente presenti), la poverta’ e la fame avanzeranno assieme a forme di violenza gratuite espressione di menti regredite.
Questa regressione puo’ portare solo a una riduzione della ricchezza, in quanto che non si riesce piu’ a mantenere lo standard economico raggiunto fino a quel punto (perche’ i nostri cervelli non sono in grado di replicare le formule virtuose che hanno dato determinate forme di sviluppo).