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Addio Italia June 20, 2011

Posted by ethically in canada, Cultura, Italia, Poesia.
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E’ tornata anche qua la primavera,
eppure ancora mi ricordo, dopo più di 50 anni,
i profumi e la bellezza che c’erano in Italia,
quei profumi che non ho più potuto sentire
quella bellezza che non bastava per vivere
e mi ha costretto a venire qui.

Ricordo ancora quel viaggio,
l’addio a mia Madre, le lacrime, la nave, il mare…
E quella cazzo di neve
come veniva giù quella sera che sono arrivato.
Avevo appena lasciato un autunno mite
dove mi mangiavo i fichi presi dagli alberi
e qua non c’era più niente
solo vento e neve, vento e neve.

E’ passato tanto tempo, troppo tempo
a lavorare e consumarsi per questi mangiacake.
Eh, ma gli abbiamo fatto vedere
di che pasta siamo fatti noi Italiani!
Io sono un vero Italiano,
non come quelli rimasti in Italia
che si sono rammolliti
e hanno conservato meno tradizioni di noi.

Eh sì! Perchè ci sono tornato una volta.
Avevo aspettato tanto quel momento,
come la cosa più bella,
per avere la mia rivincita
ed invece è stata la più dura delle delusioni.
Io mi ricordavo di tutti,
Michè, Franco, Pino, Mario, Ninetta,
ma quasi nessuno si ricordava di me!
Maccome, io li avevo pensati sempre
ogni giorno, ogni sera, ogni soldo guadagnato
e loro non sapevano nemmeno più chi ero.

Non ci sono più tornato.
Quella Italia è ormai straniera e non la riconosco più.
Avrei tanto voluto essere sepolto in quel piccolo cimitero
sulla collina dietro il paese,
con tutti quei cipressi messi in fila,
vicino alla chiesetta fatta di sassi
e invece qua devo persino pagare l’affitto
per poter riposare in pace, che brutta cosa!

Anche il nome del Santo del paese
è cambiato in questa lingua bastarda.
eppure questa terra odiata
è ormai ormai la mia patria
e quella dei miei figli e nipoti
che non conoscono nemmeno la mia lingua.

Muoio comunque con il ricordo di un’Italia mia,
dolce, calda, anche se matrigna.
Un’Italia dei campi di grano,
degli orti, dei giochi da bambini,
delle strade polverose, degli animali,
della chiesa, del raccolto,
della festa del paese, dei profumi dell’estate…

E con la foto sulla mia tomba
muore anche l’idea di un’Italia che non c’era già più
e che con noi e’ continuata comunque ad esistere.

italia September 16, 2010

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http://www.pieroricca.org/2010/09/13/caccia-al-tricolore/

dov’era Napolitano? questa volta non si è mosso… eppure è sempre italia, ma con la i minuscola…

questo non è razzismo ma stupidità da ansia economica per mancanza di punti di riferimento August 29, 2010

Posted by ethically in Cultura, Etica, Razzismo, Riflessioni, Societa'.
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http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_28/sindaco-ambulante-civitanova_2c5512fc-b2d6-11df-8a2a-00144f02aabe.shtml

La toppa è più grande del buco… come fai ad obbligare dei bambini di 9-10 anni a fare un lavoro, per una ideologia sbagliata che non cancellerà i torti già subiti… e così fai anche sfruttamento di manodopera giovanile…

E tutto per la paura di avere un’immagine che allontanerà i turisti da questa città. Ma il fatto di non avere dei chiari punti di riferimento della propria clientela, fa dire e fare spropositi, aberranti!

Infatti, potrebbe pure essere che per i clienti va bene credere di essere in una città razzista e violenta.

Non serve obbligare dei bambini a “servire” dei venditori ambulanti irregolari.

Incredibile!

Napolitano e’ bollito March 7, 2010

Posted by ethically in Uncategorized.
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Carissimi,

da questa ultima azione del Presidente della Repubblica si deve dedurre che e’ bollito!

Le scuse che sta raccatando a destra e a manca per la sua incapacita’ di essere retto, gli si stanno riversando contro consapevole che questa volta ha fatto davvero una cazzata!

E ci si mette pure quel boia di D’Alema a difenderlo.

Si alle regole No ai trucchi March 7, 2010

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Carissimi,

qui il link della locandina per la manifestazione

manifestazione

Cara Toronto a cui non servo February 22, 2010

Posted by ethically in Amici, Biodiversita', Biodiversity, canada, Cultura, Culture, Riflessioni, Societa', Viaggi.
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King Street - Toronto

TORONTO

Un mondo nel mondo
con i suoi grattacieli
e i suoi baracchini per gli hotdogs.

Gli odori e i profumi di cibo ed etnie,
i giorni di brutto tempo
e il sole accecante,
le nuvole svelte
e le case scricchiolanti.

L’entertainment district e le sue birre
e le luci di Honest Ed in Bloor.
Le Chicken Wings per sentirsi un po’ canadesi
e gli Italian bars su College e St Clair per respirare un po’ di casa.

L’educato sorriso di circostanza
e le barriere ideologiche alla diversita’.
L’esattezza numerica degli omicidi
e la sicurezza mediatica della vita.

Tutti quelli persi per le sue strade
come lo ero diventato anche io.

Chissa’ se c’e’ ancora quella ragazza fuori dalla Bakery in Kensington Market;
chissa’ se ci sono ancora quegli indiani ubriaconi su Spadina.

Chissa’ se ci saro’ ancora anch’io,
in quella Toronto a cui non servo.

(dedicata a Pino, Fabrizio, Jiyeon e Filippo)

Ce train est soulement dans ma tête September 22, 2009

Posted by ethically in Amore, Cultura, Depressione, La Fine, Riflessioni, Societa', Viaggi.
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E anche l’ultimo treno e’ perso.
Un treno carico di gioie, calore, speranze.
Neanche riesco a salutare quell’immagine che si allontana, tanto sono rimasto frastornato.
E rimango li’, sulla banchina, attonito.
Perche’ quello e’ un treno che non passera’ piu’ e non c’e’ tempo per imparare a prenderne un altro.
Cosi’ il volgere degli eventi e’ ormai segnato e non resta che cercare una panchina ed attendere che arrivi la sera per godersi almeno il tramonto.
Perche’ la notte sara’ troppo fredda per resistere e non e’ contemplato riuscire a vedere un altro giorno.

Da ” Vive le clochard!” di Jeanne Tor – Cap.3 “Ce train est soulement dans ma tête”

MA TU… September 18, 2009

Posted by ethically in Amore, Depressione, Riflessioni.
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Chissa’ a cosa serve
cercare d’esser migliori
se poi bisogna morire.
Ma tu non ci provare,
ti potresti fare male
se non ci dovessi riuscire.

Ho un vuoto dentro,
ho bisogno d’amare
ti devo pensare.
Ma tu non ci star male,
se per te non e’ uguale
se lo dovessi capire.

E intanto il tempo passa,
con troppe domande
che non trovan risposta.
Ma tu non ci pensare
potresti farti del male
se poi ci dovessi soffrire.

Italia Vs Canada May 15, 2009

Posted by ethically in canada, Cultura, Riflessioni.
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Vediamo se riesco a esprimere i concetti che ho nella testa.

1- In primo luogo, un Italiano, di base, sta bene in Italia ed un canadese sta bene in Canada. Cio’ succede perche’ il nostro cervello si adatta e cresce nei posti dove si passa l’infanzia (imprinting). E’ un fatto biologico. Dopo una certa eta’ il cervello fa difficolta’ ad adattarsi a nuovi posti ed a diversi stili di vita (un esempio lampante e’ che se uno non impara una lingua straniera da giovane poi non l’impara piu’ bene). C’e’ comunque una certa variabilita’ biologica (cioe’ alcuni hanno dei periodi di crescita allungata, capacita’ di adattamento superiori, esigenze sociali differenti, punti cruciali dell’esistenza basati su fattori differenti: ad alcuni importa il danaro, ad altri la realizzazione famigliare, ad altri ancora la carriera, ad altri vivere in un posto di citta’ ed ad altri in campagna e cosi’ via).

2- Negli ostelli di Toronto ho conosciuto un mucchio di gente che veniva dall’UK che si voleva trasferire, e’ un indice del fatto che loro potrebbero guadagnarci dall’essere in Canada anche se e’ difficile anche per loro.

3- Tanti canadesi provano anche a vivere in Italia, ma molti mollano perche’ adattarsi e’ difficile, visto anche il tipo di vita che sono abituati a fare in Canada: orari di lavoro ridotti, vita economica (cheaper), grandi spazi, posti di lavoro riservati ai canadesi, brain washing mediatico nord americano ecc.

4- Tanti tedeschi, con un alto grado scolare vengono a vivere in Italia, per scelta, e non perche’ costretti dall’esigenza di trovare un lavoro.

5- Questi ragazzi italiani mediamente capaci, simpatici, intelligenti, ci provano in Canada come ci potrebbero provare in un qualsiasi altro posto perche’ non vogliono vivere di stenti in Italia. Perche’ effettivamente sono sopra la media della popolazione ma non abbastanza scaltri o dotati per fare una vita che li possa rendere felici e non annoiati viste le possibilita’ di lavoro esistenti (ovunque). La possibilita’ in Italia, nella massima aspirazione, e’ fare un lavoretto che forse ti permette di comprarti la casa con un mutuo di 30 anni e la massima scelta che tu possa fare e’ quella del colore della macchinetta che ti comprerai a rate. E’ chiaro che quando arrivi in Canada, che ti hanno presentato come il paese dei balocchi, quando ti accorgi di poter fare una vita come quella che facevi prima o anche peggiore (vista la crisi economica che c’e’ e l’immobilismo intellettivo che ha attanagliato gli ultimi 20 anni il nord america) prendi armi e bagagli e te ne vai via.

6- Poi c’e’ da considerare il fattore C. Ad alcuni va bene ed ad alcuni va male, sia in posti considerati di merda, che in posti considerati eccezionali. Certo molto e’ legato alle caratteristiche personali, dove se uno ha la caratteristica giusta, puo’ riuscire a sfondare (e stare bene) in paesi dove la media della popolazione, magari, neanche ha da mangiare. Ed ad un altro, nel paese piu’ ricco del mondo, tocca spalare la merda per sopravvivere. In questo non ci sono leggi fisiche che tengano, ci sono troppe variabili in atto.

7- Il nord Europa ha un clima che fa davvero schifo, e’ peggiore di quello del Canada (certo la Baviera e’ meglio delle isole Lofoten), pero’ a uno che non interessa puo’ andare bene, ma io ricordo di aver incontrato in Germania tanti Italiani che non vedevano l’ora di potersi ritirare per vivere definitivamente in Italia, come qualcuno (pochi) che poi e’ rimasto a vivere per sempre la’. Ad esempio in Francia sono rimasti a vivere molti piu’ Italiani, come poi sono rimasti a vivere in Canada. Ricordo poi il razzismo nei confronti degli Italiani da parte dei tedeschi, ho tre esperienze vissute sulla mia pelle, una davvero brutta e una piuttosto grottesca. Almeno in Canada nessuno ti tratta male perche’ Italiano, anzi, sei anche ben visto.

8- Gli italiani che sono rimasti a vivere in Canada ci sono rimasti principalmente per 2 ragioni (qui Pino potra’ smentirmi se lo ritiene giusto visto che ne sa piu’ di me): 1- dopo tanti anni di vita ci si sono abituati, magari perche’ hanno fatto dei figli e hanno I nipoti e per alcuni il ricordo e’ ricordo di miseria 2- l’Italia che ricordano non gli appartiene piu’, perche’ e’ cambiata radicalmente e non ci si riconcoscono. So’ di Italiani (meglio di friulani) che sono rientrati per varie ragioni, ma la maggior parte sono rimasti. Luisa sembra che stia meglio in Canada che in Italia, perche’ non avrebbe nessun tipo di futuro nonostante i suoi studi. Voi non credo abbiate idea di cosa voglia dire lavorare nelle fabbriche della campagna friulano-veneta, anche se per un lavoro d’ufficio. Vuole dire vedere per 20 anni le stesse persone, fare sempre le stesse cose, parlare ogni giorno di cosa ha fatto l’Udinese, sentire discorsi razzisti ed ignoranti. A quel punto e’ meglio vivere con un disperato del terzo mondo che magari ti insegna anche qualcosa della sua terra e non vivi in un monoblocco culturale, che e’ protettivo, ma al tempo stesso ti stritola.

9- I disperati del Terzo mondo e’ chiaro che ci si trovano bene in Canada, anche se c’e’ crisi economica e se vengono sfruttati come bestie (anche dagli italiani di seconda e terza generazione). I paesi da dove vengono gli danno solo fame e violenza. Con la stessa fatica che impiegherebbero in una piantagione di cotone, in Canada gli viene dato vitto, alloggio, sanita’ e la possibilita’ di fare studiare i figli e magari di mantenere con pochissimi risparmi mensili, una famiglia intera nelle terre di origine.

10- Forse i veri disperati siamo noi (non abbiatene a male!). Me ne sono reso conto ben presto dopo essere rientrato in Italia. Io stavo male in Friuli non perche’ il Friuli fa schifo, stavo male a Toronto non perche’ Toronto fa schifo, ma fondamentalmente perche’ sono un disadattato ovunque io sia. Perche’ cerco cose che non esistono, perche’ credo mi debbano spettare dei privilegi e per ottenerli non voglio nemmeno sporcarmi le mani. Perche’ non riesco ad accontentarmi della limitatezza della vita.

Certo, il Canada non e’ il paradiso, come non lo e’ l’Italia. Il fatto sta nel trovare l’equilibrio tra quello che sono le nostre esigenze innate (genetiche; ad es se uno non riesce a stare a -30 e’ meglio che in canada non ci rimanga), acquisite e sociali (se si e’ abituati il fine settimana ad andare in montagna e mangiare funghi, andare in Libia non credo sia la scelta giusta).

Ciao ciao.

Andre’

Leghismo=Poverta’ May 15, 2009

Posted by ethically in Lega, Leghismo, Politica, Riflessioni, Societa'.
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Quando movimenti come il Leghismo e la xenofobia prendono piede e si da potere a gente come Cota (immatura, deviata mentalmente in maniera patologica), la miseria e’ dietro a venire.
Ed infatti la recessione ne e’ un sintomo.
Ma la vera poverta’ e’ nelle menti.
Se non si e’ piu’ in grado di capire ed accettare i cambiamenti (inevitabili in tutto l’universo e costantemente presenti), la poverta’ e la fame avanzeranno assieme a forme di violenza gratuite espressione di menti regredite.
Questa regressione puo’ portare solo a una riduzione della ricchezza, in quanto che non si riesce piu’ a mantenere lo standard economico raggiunto fino a quel punto (perche’ i nostri cervelli non sono in grado di replicare le formule virtuose che hanno dato determinate forme di sviluppo).

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